SOTTOTITOLO: I FILES IN ALTA RISOLUZIONE, QUESTI SCONOSCIUTI.

E’ passato tantissimo tempo dall’ultimo mio articolo pubblicato sul blog, nonostante i buoni propositi degli ultimi mesi, ovviamente tutti falliti! Oggi però sento la necessità di affrontare un argomento un pò ostico, quello del file in alta risoluzione, di ciò che rappresenta per il fotografo e del suo valore.

Sono passati 39 anni da quando, il 24 agosto 1981 è stata lanciata la prima fotocamera digitale dando via ad una evoluzione che ha portato il digitale nella quotidianità di tutti, attraverso l’uso di smartphone e tablet. Perchè allora affrontare un tema del genere? Sembra inutile, non sappiamo ormai tutti cosa è un file in alta risoluzione?

Sì forse tecnicamente sappiamo tutti che cosa è un File, che cosa è la risoluzione di un file e che differenza c’è tra alta e bassa risoluzione. Sappiamo anche che il file in alta risoluzione quasi sempre è il prodotto che per primo i nostri potenziali clienti ci chiedono o si aspettano di ricevere con un servizio fotografico.

Ciò nonostante quando si parla di valore di un file, la confusione regna sovrana. Me ne rendo conto dalle domande delle persone comuni che mi contattano. “Perchè dovrei pagarli che a te non costano nulla?”- “Ma è una follia, perchè costano tanto i file? non sono mica foto!”. “Beh ormai che ce l’hai non me li puoi dare?”.

Me ne rendo conto dai quesiti che i giovani colleghi appena entrati sul mercato ci pongono e dal fatto che la domanda che più spesso viene ripetuta è “A quando dovrei vendere un file in alta risoluzione?”.

E allora, cominciamo a parlare di loro, non dal punto di vista tecnico, perché tutte le informazioni necessarie, se vi interessano, le potete trovare facilmente sul web. Parliamo di cosa rappresenta un file in alta risoluzione, del suo valore e della sua importanza.

Personalmente mi sento di definire il file in alta risoluzione come la “matrice” che dà vita a infinite riproduzioni dell’ immagine che abbiamo realizzato.

Il file in alta risoluzione contiene tutte le informazioni di quella immagine ed è il risultato intangibile del lungo lavoro artistico e creativo del fotografo.

Dal file in alta risoluzione si ottiene il prodotto finale e tangibile di tutto questo processo: la fotografia.

Cominciamo quindi a sfatare qualche mito ritornando alle domande di prima.

Perchè dovrei pagarli che a te non costano nulla?

I fotografi professionisti che possono definirsi tali scattano in raw e non in jpg ed elaborano singolarmente ogni singola immagine dedicandoci più o meno tempo in base al loro stile. Tutto questo fa parte del processo creativo e ha un valore e quindi un costo, perchè sì, il nostro lavoro ci piace, ci appassiona, ma con la passione non paghiamo l’affitto nè facciamo la spesa.

Nella prima immagine uno scatto realizzato in autunno 2019, su un servizio newborn, come uscito dalla reflex. Nella seconda immagine lo stesso scatto postprodotto dopo qualche giorno dal servizio. Nella terza foto un dettaglio delle discromie cutanee tipiche della pelle dei neonati, evidenziate dal dettaglio delle reflex.

Nella prima immagine uno scatto realizzato recentemente, su un servizio sitter di due gemelline, come uscito dalla reflex. Nella seconda immagine lo stesso scatto postprodotto dopo qualche giorno.

La seconda richiesta che mi viene sempre posta riguarda il concetto del file come prodotto intangibile che non ha valore tangibile.

“Ma ormai che li hai lavorati e postprodotti, non puoi darmeli?”

Il file come vi ho detto è la matrice dalla quale si ottengono tutti i prodotti stampati. Racchiude tutte le informazioni relative all’immagine ed è il risultato di tutto il lavoro del fotografo.

Per realizzare una galleria di 20 immagini digitali perfettamente postprodotta in media ci mettiamo:

  • dalle due alle tre ore di organizzazione per la sessione fotografica;
  • da una a due ore per la sessione fotografica, quattro ore per la sessione newborn;
  • un’ora circa di postsessione per risistemare tutto;
  • almeno un’ora per scaricare e selezionare le foto da postprodurre;
  • da 30 a 60 minuti di postproduzione per immagine (moltiplicato per venti significa da dieci a venti ore di postproduzione)
  • un’oretta per la realizzazione delle gallerie e per la realizzazione dei file web con logo

Per realizzare la vostra sessione fotografica a vostra disposizione mettiamo:

  • attrezzatura,
  • set,
  • vestiti ed accessori
  • make up artist e parrucchiera per le sessioni in cui è prevista
  • il nostro talento, la nostra creatività, la nostra professionalità

Infine veniamo al vero tabu: IL PREZZO.

Partiamo dal concetto imprescindibile che:

Un file è riproducibile all’infinito.

Potete utilizzarlo per fare stampe, ingrandimenti, album, tele, pannelli, di varie misure e dimensioni, in totale autonomia.

Che valore può avere una cosa del genere?

L’altro giorno una potenziale cliente mi ha chiesto quanto fosse il costo singolo di un file in alta risoluzione, perfettamente postprodotto. Le ho risposto che il costo singolo è di 70 euro e sì… un pò mi sono vergognata.

Mi sono vergognata perché mentre lo dicevo ho pensato a tutto il lavoro che c’è dietro ad un singolo servizio. A quante ore di programmazione, progettazione, realizzazione, postproduzione ci sono. Ho pensato ai continui investimenti in formazione. Al costo dei software, dell’attrezzatura. Alla sua usura. E poi ai miei costi reali della sessione fotografica, lai costi per realizzare un guardaroba di alta qualità per le mie clienti, alla lavanderia per ogni abito, ai fondali, che ogni tre o quattro sessioni vengono rovinati, agli accessori, al costo della Mua, alle spese dello studio. Insomma, un pò a tutte le cose che vi ho elencato sopra e delle quali non eravate probabilmente a conoscenza.

Beh indovinate cosa mi ha risposto? “Ah bella, quasi quasi mi licenzio e comincio a fare la fotografa, così divento ricca!”.

In un secondo mi sono resa conto di quanta ignoranza c’è, intesa come non conoscenza, riguardo al lavoro di fotografo.

Quella ignoranza che fa sì che una mamma spenda col sorriso 15 euro per una stampa 20×15 su carta fotografica pessima, scattata da una macchinetta appesa ad una giostra in un parco giochi acquatico, ma che all’idea di spendere 70 euro per un file ti guardi con l’espressione in faccia di chi ha appena colto un ladro con le mani nel sacco.

Perchè sì, diciamocelo, un pò l’idea è questa e ce lo dimostrano i tanti post nei gruppi Facebook in cui si scrive “Cerco un fotografo onesto per il servizio newborn del mio bambino che sta per nascere”. Che tradotto significa, cerco un fotografo che mi faccia pagare le foto quanto le fototessere che escono dalla macchinetta del parcheggio dell’ipermercato (e scusateci se a volte, quando veniamo taggati rispondiamo un pò scocciati).

Infine l’ultima domanda, quella che arriva sempre.

“Ma il tuo collega tal dei tali mi vende cinquanta file a duecento euro!”

Possibile, rispondo. Pensiamo ad un file come se fosse un gioiello. E’ ovvio che un anello in rame, realizzato e venduto in una bancarella di un mercatino estivo non può avere lo stesso prezzo e lo stesso valore di un anello con incastonato un brillante o di un anello d’oro con un design unico realizzato da un artista.

La ricetta è molto semplice. Ora che sapete quali sono gli ingredienti per realizzare un file, capirete anche il suo valore e quindi il prezzo.


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